Ma quante sono le banche italiane a rischio crac? Nelle file degli istituti in difficoltà figurano solo realtà minori, come alcune aziende di credito cooperativo o piccole popolari del Mezzogiorno, oppure bisogna cominciare a preoccuparsi anche per qualche gigante?

Interrogativi che in tanti, fra gli addetti ai lavori, si stanno ponendo da oggi pomeriggio dopo aver ascoltato le parole – secche, mai come stavolta – del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Il quale prima si è rimangiato le rassicurazioni squadernate negli scorsi anni e poi ha sganciato la bomba. “Io non ho mai detto che il sistema bancario italiano era il più solido d’Europa: ho sempre detto solido nel complesso il che vuol dire che realtà deboli c’erano e ci sono ancora adesso ma sugli npl i progressi ci sono stati”. Visco ha detto queste cosucce nel corso di un intervento a braccio alla presentazione del suo libro Anni difficili’ all’Università di Genova.

Il governatore ha parlato delle crisi che hanno colpito l’economia italiana e di conseguenza le banche e ha citato anche Carige osservando che nelle banche “ci sono stati negli anni sicuramente comportamenti illeciti e imprudenti” ma il grosso dei problemi e’ derivato dalla profondità della crisi economica “e le banche ne hanno risentito, tuttavia il sistema ha retto anche se con difficolta’ come quelle che in questa città si vivono”.